Il controllo della narrativa sensuale – intervista a Maranta Rubiera

Dal 15 al 17 giugno, l’evento internazionale Xplore -una tre giorni di workshop incentrati sulla creatività, arte, pratiche del corpo e sessualità- sarà in Italia, a Roma, per la sesta volta. Chi già ha avuto il privilegio di partecipare all’evento sa quanto l’ambiente sia accogliente e aperto alla conoscenza di persone straordinarie. Una di queste è senza dubbio Maranta Rubiera, insegnante di yoga della respirazione, scrittrice erotic e una delle docenti che ha arricchito la presente edizione di Xplore Barcellona e che riproporrà il suo workshop “Ri.sensuale” anche a Trento il 1 giugno 2018.

  1. Maranta, tu sei una insegnante di yoga e una premiata scrittrice di genere erotico. Corpo e parole sono dunque il tuo pane quotidiano. Ci sono parole che “senti” sul corpo?

In effetti si, ci sono parole che scatenano sensazioni sensuali sul mio corpo se pronunciate nella mia lingua madre, lo spagnolo. Ho fatto delle prove con parole in altre lingue in giro per il mondo, ma lo spagnolo resta quello che mi collega al mio mondo erotico. In particolare si tratta dei vocaboli che contengono le sillabe “SC*”, in italiano potrebbero essere parole come “piscina” o “ascensore”. Ebbene, se questi innocui termini sono pronunciati in spagnolo mi creano una sensazione molto forte.

 

  1. Dal nostro primo incontro è passato circa un anno, periodo in cui il pianeta ha subito vari scossoni (politici e non), dal Venezuela alla Spagna, dagli USA alla Palestina… tu che sei una nomade cittadina del mondo, con quale stato d’animo hai calpestato la terra?

Quello appena trascorso è stato per me un anno molto introspettivo, soprattutto rispetto ad altri anni in cui la mia partecipazione alla vita politica è stata più attiva. Ho una prospettiva pertanto non troppo ampia ma posso risponderti con una osservazione di fatto che penso sia molto significativa per misurare i cambiamenti formali e sostanziali che stiamo vivendo. Si tratta di una piccola storia ambientata nella mia piccola realtà lavorativa e che rappresenta un esempio di come i movimenti globali in questo momento storico incidono sulla realtà quotidiana.

Da diversi anni propongo in giro per il mondo (ad esempio in Europa a Xplore piuttosto che in Messico) un workshop che si intitola “Il branco”. Tale laboratorio è basato sull’intuito, la presenza corporale e il respiro. Come forse già saprai, quest’anno c’è stato un caso che ha avuto una grande risonanza mediatica: uno stupro di gruppo in Spagna che ha dato vita a tanti dibattiti e tante manifestazioni di piazza.  Il caso è stato denominato “Il branco” in quanto gli stupratori avevano un gruppo su WhatsApp denominato proprio così. Nelle prossima settimane a Barcellona presenterò di nuovo il workshop, che da anni si chiama “Il branco”, ma per la prima volta più persone mi hanno chiesto se non fosse il caso di cambiare il titolo del laboratorio a causa della carica negativa associata in questo momento al vocabolo.

Per me è stata una bella sfida trovarmi in questa situazione, arrivare in Europa e confrontarmi con questa realtà mediatica dal mio punto di osservazione. Alla fine ho scelto di mantenere il titolo originale perché penso che sia un dovere salvaguardare la nostra identità e i nostri linguaggi, impedire a fatti di cronaca di appropriarsi di termini e di pratiche di cui abbiamo coscienza.

  1. Cosa rappresenta Xplore per te? Quali differenze e quali similitudini hai riscontrato nell’esperienza a Roma e in quella a Barcellona?

Partecipo a Xplore da molti anni con il ruolo di docente. È una pratica unica, dove ho la consapevolezza che sia docenti sia partecipanti sono nella mia stessa frequenza d’onda, e quindi mi sento libera di creare.

Barcellona è stato il mio primo festival a cui ho partecipato da sola e che mi ha fatto capire che non sono da sola con questa fame di curiosità. Ho scoperto, infatti, uno spazio di sperimentazione, di ricerca e un ambiente sicuro e aperto agli input.

La grande differenza con Roma sta nella location: quella spagnola, fino allo scorso anno, era di tipo industriale mentre in Italia ci ritroviamo in un agriturismo immerso nel verde, il che crea un’energia totalmente diversa. Non so dire se sia meglio o peggio, è semplicemente una dimensione mutata. Da quest’anno tuttavia anche Barcellona si svolgerà in un posto molto simile a quello di Roma, in mezzo alla natura, quindi riuscirò a fare una comparazione più sostanziale.

  1. Il workshop che proporrai quest’anno ai partecipanti di Xplore Barcellona è intitolato “Resensualize”. Di cosa si tratta?

“Resensualize” è un workshop basato su una serie di esercizi fisici-sensoriali finalizzati a riprendere il controllo della narrativa sensuale. Personalmente, attraverso i viaggi e la conoscenza di diverse culture, ho potuto constatare come la “narrazione sociale” della sessualità controlla e rapisce il singolo e il suo immaginario. Mi riferisco in particolare a tutte quelle icone che usiamo per costruire le nostre fantasie e che pensiamo essere un “prodotto” privato, individuale e intimo. Invece molte volte questa figurazione risponde a degli schemi che sono, in un certo senso, imposti e prestabiliti. Con il mio workshop tento di scatenare una riflessione su questo aspetto e spingere i partecipanti a riconnettersi con la dimensione personale riacquisendo il controllo della fase di eccitazione attraverso la consapevolezza degli elementi che ci accendono. Il primo passo per una sensualità individuale è infatti abbattere gli approcci tradizionali, i tabù che alimentano e creare una coscienza nuova improntata al piacere, ai propri gusti e alle proprie priorità.

 

Se siete curiosx di conoscere i progetti futuri di Maranta vi rimando al suo sito internet e alla pagina fb del suo laboratorio.

 

Se avete più di 18 anni e siete interessati a partecipare all’evento Xplore cliccate su questo link per l’iscrizione, o visitate il sito di Felix per conoscere meglio l’ideatore.

 

Le foto che accompagnano l’articolo sono di Maranta Rubiera.

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