You Porn?

Qualche settimana fa ho partecipato a un laboratorio presso l’Università La Sapienza dal titolo “Porno subito: sesso, bugie e videotape”. Al seminario è stata invitata tra gli altri la produttrice e regista Anna Negri appartenente a un collettivo femminista denominato “Le ragazze del porno”.

La discussione ha preso vita dall’esperienza professionale di Anna: 4 anni atti a rivoluzionare il modo di fare e promuovere il genere postporno. Cos’è il postporno? Riprendo la definizione di Slavina, blogger, scrittrice e film-maker:

La post pornografia ha come obiettivo quello di rappresentare più immaginari possibile e non in maniera confusa e casuale come accade nel web ma con la consapevolezza del fatto che nel sesso c’è politica e che quindi liberandosi da alcune strutture e sovrastrutture mentali si riesce a fare dei passi avanti anche nella società. È un passo dal privato al pubblico e al politico.”

Perché mi piace? Perché scardina le dinamiche di genere, stuzzica la curiosità, innesca dinamiche di gioco, divertimento e desiderio.

Storicamente la pornografia è stata l’espressione del potere attraverso il quale il patriarcato ha rappresentato la sua visione dell’amore e del sesso, gran parte della produzione ancora oggi soddisfa bisogni machisti riproponendo atti sessuali decontestualizzati, reazioni amplificate e stereotipate, orgasmi omologati, corpi parcellizzati e, di nuovo, stereotipati (tanto nei bicipiti e nei falli enormi dell’uomo quanto nei seni abbondanti e le cosce sode della donna). Vi è inoltre la svilente tendenza a mettere in scena la sessualità come violazione nei confronti delle donne.

In quanto consumattrici di prodotti pornografici, le donne e identità lgbtq stanno esercitando il loro potere d’acquisto richiendo narrazioni diverse; e così sta crescendo una nuova offerta atta a rappresentare il rapporto sessuale nella sua intimità, regalare molteplicità di sguardi, creare uno storytelling erotizzante, instaurare curiosità per nuove pratiche.

Io credo che la rivisitazione della produzione pornografica sia un passaggio cruciale per rivendicare una nostra figurazione dell’eros e della sessualità.

Ognuno deve prendersi la responsabilità di definire come vuole rappresentata la propria sessualità attraverso tutti gli strumenti che sono a disposizione compresi quelli su cui ancora esiste un tabù ma che sono largamente diffusi. Per capire quanto sia esteso, riporto i risultati dell’indagine del 2016 stilata da PornoHub (popolare sito per guardare video porno in streaming) e pubblicata su IlPost.it:

“Nel 2016 Pornhub ha gestito in media lo streaming di 99 Gigabyte di dati al secondo e – sempre in media – sono stati visti 12,5 video da ogni essere umano sulla Terra (cioè un totale di quasi 92 miliardi di video). Pornhub ha avuto 23 miliardi di visitatori, 64 milioni al giorno, in media. In totale è stato visto in un anno il corrispettivo di più di cinque secoli di video porno (cioè 191 milioni di giorni, circa).”

Con questo articolo rivendico la forza che abbiamo in quanto consumatrici: se iniziamo a scegliere prodotti di qualità, che premiano produzioni diverse, daremo visibilità e risorse a queste realtà che creano pornografia esteticamente curata e che ci rappresenta (uomini, donne, gay, lesbiche, bisex, trans e queer) in modo più costruttivo e fuori da stereotipi. In calce riporto alcuni link con l’invito a lasciarvi incuriosire.

Desidero anche invitarvi in questa fase importante di rivoluzione e nuova ricostruzione a condividere con me, se ne avete voglia, le vostre fantasie sia attraverso immagini, fotografie, video ma anche attraverso semplici frasi o dei racconti. Chissà che un giorno non possano diventare dei film porno….

Scrivetemi all’indirizzo: melania.mieli@gmail.com

Link:

http://newlevelofpornography.com/

http://erikalust.com/

http://www.dirtydiaries.org/

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