“IO SCIOPERO PERCHÉ…” DIVENTA TESTIMONIAL “NON UNA DI MENO”

TESTIMONIAL “NON UNA DI  MENO”

 

Chi siamo?

 

Non una di Meno è un movimento promosso da Dire (Donne in rete contro la violenza), Udi( Unione Donne Italia) e rete romana IO Decido che si batte contro la violenza maschile sulle donne. A questa rete hanno aderito centinaia di associazioni, collettivi e singole che hanno portato a alla manifestazione di piazza del 26 novembre. La violenza maschile sulle donne non è un fatto privato, non è un’emergenza ma un fenomeno strutturale e trasversale della nostra società.

 

Su cosa stiamo lavorando?

 

Stiamo elaborando un Piano Femminista contro la violenza alle donne da presentare alle istituzioni.

 

Cosa facciamo per continuare a portare avanti la nostra lotta?

 

 L’8 marzo incrociamo le braccia interrompendo ogni attività produttiva e riproduttiva.

 

Scioperiamo in tutta Italia per affermare la nostra forza: Se le nostre vite non valgono, allora noi cin fermiamo! Incroceremo le braccia interrompendo ogni attività produttiva (lavoro propriamente detto) e riproduttiva (lavoro di cura, domestico, informale, con bambini, anziani, parenti,etc.), articolando lo sciopero in ogni ambito e nell’arco dell’intera giornata. Astenendoci dal lavoro, dalla cura, dal consumo, dall’uso dell’energia elettrica per gli elettrodomestici.  

 

Sono moltissime le lavoratrici – dipendenti, precarie, autonome, disoccupate – che stanno organizzando lo sciopero nei posti di lavoro, nelle strutture sanitarie, nelle aziende private, nelle scuole. Lo sciopero, dunque, è lo strumento che il movimento femminista in atto ha scelto e che si darà contemporaneamente in 40 paesi del mondo, perché la violenza di genere non è un fatto emergenziale ma strutturale, non si combatte con l’inasprimento delle pene, ma con una trasformazione radicale della società e delle relazioni, delle condizioni di vita e di lavoro.

 

Cosa ti chiediamo?

 

Ti chiediamo di promuovere lo sciopero dell’8 marzo con un breve video. La frase di rito è “IO SCIOPERO PERCHÉ…”

 

Cosa devo dire?

 

Le motivazioni che ti inducono a scioperare, collegate, naturalmente, alla violenza contro le donne, in tutte le sue forme.

 

Spunti generali:

Di seguito alcune motivazioni nate dalle assemblee pubbliche del 4 e 5 febbraio 2017 – Bologna.

 

Scioperiamo contro la trasformazione dei centri antiviolenza in servizi assistenziali. I centri sono e devono rimanere spazi laici ed autonomi di donne, luoghi femministi che attivano processi di trasformazione culturale per modificare le dinamiche strutturali da cui nascono la violenza maschile sulle donne e la violenza di genere.

 

Scioperiamo perché vogliamo la piena applicazione della Convenzione di Istanbul contro ogni forma di violenza maschile contro le donne, da quella psicologica a quella perpetrata sul web e sui social media fino alle molestie sessuali sui luoghi di lavoro. 

 

Scioperiamo perché vogliamo l’aborto libero, sicuro e gratuito e l’abolizione dell’obiezione di coscienza. Scioperiamo contro la violenza ostetrica.

 

Scioperiamo per uscire da relazioni violente, per resistere al ricatto della precarietà, perché non accettiamo che ogni momento della nostra vita sia messo al lavoro; un salario minimo europeo.

 

Scioperiamo contro la violenza delle frontiere, dei Centri di detenzione, delle deportazioni che ostacolano la libertà delle migranti, contro il razzismo istituzionale che sostiene la divisione sessuale del lavoro. Vogliamo un permesso di soggiorno incondizionato, svincolato da lavoro, studio e famiglia, l’asilo per tutte le migranti che hanno subito violenza, la cittadinanza per chiunque nasce o cresce in questo paese e per tutte le migranti e i migranti che ci vivono e lavorano da anni.

 

Scioperiamo affinché l’educazione alle differenze sia praticata dall’asilo nido all’università, per rendere la scuola pubblica un nodo cruciale per prevenire e contrastare la violenza maschile contro le donne e tutte le forme di violenza di genere

 

Scioperiamo per costruire spazi politici e fisici transfemministi e antisessisti nei territori, in cui praticare resistenza e autogestione, spazi liberi dalle gerarchie di potere, dalla divisione sessuata del lavoro, dalle molestie

 

Scioperiamo contro l’immaginario mediatico misogino, sessista, razzista, che discrimina lesbiche, gay e trans. Rovesciamo la rappresentazione delle donne che subiscono violenza come vittime compiacenti e passive e la rappresentazione dei nostri corpi come oggetti. Agiamo con ogni media e in ogni media per comunicare le nostre parole, i nostri volti, i nostri corpi ribelli, non stereotipati e ricchi di inauditi desideri.

https://nonunadimeno.wordpress.com

     

 

Come farlo?

 

Semplicemente con il tuo telefonino, IN ORIZZONTALE. Vai su “camera” e fai un video poi ci pensiamo noi a sistemarlo. Mandateci anche il testo di quello che dite nel video, in modo da poter sottotitolare tutte le clip 🙂

 

Come farci avere il tuo video

 

Una volta fatto il video non è possibile spedirlo a una casella di posta elettronica ci dobbiamo affidare a WE TRANSFER un sistema di trasferimento come dice la parola stessa.

 

Come fare?

Vai su https://wetransfer.com/ o metti semplicemente wetranfer nella barra di ricerca di Google 

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Invia a: gennaro.a@gmail.com

Metti la tua mail: xxxxx@xxx.xt

Messaggio: nel messaggio metti il tuo nome e cognome e la tua professione

Trasferisci: clicca sopra.

 

Non ho possibilità di fare il video, potete aiutarmi?

Certo che sì.

Contattaci:

Giuditta Cambieri 338 390 6388

Angela Gennaro 338 372 6103

Emanuela Dei 328 574 0000

 

 

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