Impiastricciando la cucina letteraria di #readEat – intervista a Ida Basile

Vi è capitato di immaginare con una certa precisione i pranzi domenicali della famiglia March? O le scorpacciate di cibo in scatola consumate on the road da Kerouac? Per me la lettura è sempre stata un’attività capace di coinvolgere tutti i sensi.
Il gusto, in particolare, può contaminarsi con la fantasia in modo davvero potente. Su questo presupposto si fonda il progetto di Ida Basile che nel suo #readEat si definisce “Lettrice compulsiva, novella editor e comprovata mangiona”. Il suo blog è uno sfiziosissimo insieme di recensioni originali e pietanze da gustare con gli occhi e, perché no, anche col palato per chi si vorrà cimentare. Pochi fronzoli e tanto spazio alle foto che ritraggono ‘cibo’ e ‘libri’, i protagonisti dei menù letterari che abbinano a ogni libro una pietanza d’accompagnamento.

 

  1. Ida, com’è nato #readEat?

 

#readEat nasce come gioco tra i banchi della IULM, dove ho seguito il Master in editoria. Immaginavo un menù letterario dove ogni libro potesse abbinarsi a una pietanza in grado di rappresentarlo, così ho aperto un profilo Instagram, iniziando a mettere in relazione letture e cibi cucinati da me.

Quello che non pensavo potesse succedere è che da un gioco si passasse poi a un vero e proprio esercizio di costanza. I post erano diventati degli appuntamenti fissi e piano piano, preso coraggio ho contattato case editrici e autori per poter fotografare i loro libri insieme al piatto che pensavo potesse rappresentarli. E loro, inaspettatamente, hanno risposto!

Confesso che aprire un vero e proprio blog non era mia intenzione, ma si è posto come necessario. Questo perché a casa hanno iniziato davvero ad arrivare libri di ogni genere, e ridurre l’impegno di un autore o un editore a una semplice foto con didascalia non lo trovavo corretto. Serviva quindi una piattaforma in grado di ringraziare pienamente chi ha trovato #readEat abbastanza bello o intrigante da volere una mia recensione. Ed ecco #readEat – libri da mangiare, naturale evoluzione del profilo Instagram, dove c’è molto più spazio per lasciare che siano i veri e propri sapori, a parlare dei libri letti!

 

 

  1. Quali sono le regole di base del food writing e come si utilizzano i social media in modo efficace?

 

Devo confessarti che a questa domanda posso risponderti a metà. Non me ne intendo molto di progettualità, o meglio: sto imparando man mano e con l’esperienza, perché il sito sta diventando un vero e proprio vulcano di idee e sezioni da aprire!

Posso risponderti in parte raccontando di come l’idea ha preso forma, ecco.

Alla base di tutto, ci vuole qualcosa da dire. Dunque, un po’ provocazione e un po’ punto di partenza della mia riflessione, il tormentone e mantra del blog: come tutto si mangia, tutto si legge.

Credo fortemente nel legame tra il cibo e i libri, e questo non soltanto per il principio di condivisione a cui entrambi fanno capo, ma anche per il processo di sviluppo del gusto, culinario e letterario, che viene innescato dal mangiare/cucinare e dal leggere/scrivere. Assaggiare tutto è un elemento fondamentale per capire cosa ci piace e cosa no, idem leggere tutto. Sono cose su cui ormai si pensa poco, automatiche quasi. Ecco, più che‘food writing’ il mio blog è un invito a fare più attenzione al significato dei gesti semplici, cercando di capire quanto in realtà siano necessari al nostro sviluppo come individui. È per questo che lascio descrivere i libri alle pietanze, ai sapori e a quel che lasciano sul palato, per celebrare questo connubio.

Una volta capito cosa dire, bisogna cercare un modo per diffondere il messaggio, e qui entrano in gioco i social. Instagram è sempre la piattaforma che nel mio caso fa da traino visto che il blog nasce come progetto fotografico, ma dopo aver creato il sito vero e proprio ho sentito anche la necessità di parlare attraverso più portali, e quindi sono entrati in gioco anche Facebook, Twitter e LinkedIn. Combatto ogni giorno con gli algoritmi dei social, per la sponsorizzazione e con la diffusione dei miei post, non perché sia vanitosa (o forse un po’, non lo so) quanto perché trovo che sia giusto verso gli autori che mi hanno dato fiducia. Ad ogni modo, alla fine, ho capito quello che per me è importante e che cerco di far trasparire da ogni pubblicazione: la costanza. Postare in maniera regolare, a un orario quanto più possibile fisso così da creare veri e propri appuntamenti virtuali. Il mio appuntamento fisso è la mattina, tra le otto e mezzo e le dieci. Possibilmente tutti i giorni, tassativamente il giovedì, per parlare dell’articolo della settimana! A proposito… che giorno è oggi?

 

  1. Un sodalizio molto celebrato è quello tra cibo ed eros, per celebrarlo nel tuo progetto, quale pietanza abbineresti a un classico del genere erotico come Il Delta di Venere di Anais Nin?

 

Vero, cibo ed eros sono spesso correlati, e quando l’eros si fa libro anche #readEat può dire la sua! “Il Delta di Venere” è una raccolta composta negli anni Quaranta, l’autrice è totalmente una protagonista del suo periodo. Scrivere di letteratura erotica a quel tempo (anche se in questo caso i racconti furono commissionati) è più che mai un’affermazione di presenza, e in ognuno di questi spaccati la Nin prende possesso del corpo femminile e mi piace pensare che in un certo senso lo rivendichi come proprio, con tutta la sua capacità di provare piacere e non soltanto di darne. Con il suo stile così fine da cui si può soltanto prendere esempio, credo l’autrice abbia sdoganato l’immagine della donna in quanto personaggio sessuale, non più oggetto. Anche questo è femminismo, no?

A cosa si potrebbe abbinare questa lettura decisamente forte e mai volgare? Fragole e champagne è un po’ scontato, così come qualche ricetta con il cioccolato al peperoncino, le ostriche e compagnia cantante. Mi viene in mente la carnalità di questi racconti e al loro calore e, e allora magari sì, dei crostini con tocchetti di carne in agrodolce, resi pungenti da qualche spezia più decisa come la paprika forte. Monoporzioni, perché i racconti sono quindici e vanno gustati uno alla volta, s’intende!

 

 

  1. Come si può partecipare e interagire nel tuo blog? Autori esordienti possono inviarti i propri manoscritti e sperare di essere protagonisti di un menù letterario?

 

Lavorare con me è semplicissimo! Autori esordienti e non, case editrici piccole e non, basta andare sul sito e scrivermi su info@readeatlibridamangiare.it! Non c’è speranza, chiunque mi mandi il suo lavoro avrà visibilità e uno spazio all’interno del blog, questo perché per me la spedizione di un libro è come un patto di fiducia, e non c’è verso che venga meno a quel patto! Ultimamente ho in programma interviste, vere e proprie cene con autori (quando abbastanza vicini, come nel caso di Sara Carnevale e il suo “Tutto il peso di una caloria”), collaborazioni con altre riviste come quella online del gruppo Penne Armate. Sto cercando di creare il giusto spazio per tutte le persone che questo bellissimo mestiere mi porta a conoscere di volta in volta, e, al contempo (più timidamente, confesso), cerco di lanciarmi come editor freelance.

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MelaniaMieli Written by:

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